Emergenza Covid-19

VILLA BELLA CLINIC    Salò (BS)

SINTESI DELLE PRECAUZIONI DA ADOTTARE NELLA FASE DI RIPRESA DELLA ATTIVITA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA ESTETICA

Abbiamo vissuto tutti insieme l’epidemia di Covid-19, che non è ancora terminata. I media ci hanno inondato di notizie, informazioni e consigli, spesso utili e sensati, a volte assurdi e persino controproducenti. D’altra parte non è facile essere precisi e aggiornati in una situazione totalmente imprevista come questa, in cui le cose cambiano ogni giorno e nuovi dettagli continuano ad aggiungersi al complicato puzzle, purtroppo ancora non completamente risolto.

Ma noi dobbiamo riorganizzarci in vista del ritorno all’attività e, di conseguenza, abbiamo bisogno di raggruppare le idee più utili e di applicarle alla routine quotidiana, in modo da poter lavorare in sicurezza.

Mettiamo però subito in evidenza la natura inevitabilmente temporanea dei nostri suggerimenti. La severità delle misure necessarie al contenimento dell’infezione deve essere rapportata alla diffusione e all’aggressività del virus, che appaiono progressivamente ridursi. Quindi è probabile che col tempo ciò che oggi appare indispensabile sia destinato a divenire gradualmente meno necessario e che, di conseguenza, un giorno non troppo lontano si possa ricominciare a lavorare come prima della Pandemia.

Secondo le ricerche sinora effettuate, in questo momento sembra che la contagiosità si mantenga per 2 settimane dopo l’infezione negli asintomatici (periodo di incubazione 7-14 giorni), per 20 giorni nei soggetti che hanno sviluppato sintomi lievi e circa 1 mese nei malati con sintomi gravi. I test specifici disponibili per l’individuazione dei contagiati (tampone per il virus, Rapid-test e sierologici per gli anticorpi) hanno un’attendibilità media che si attesta attorno all’70-80 %. Tutto questo significa che, fino a che si manterrà l’attuale situazione, non sarà possibile escludere categoricamente che le persone con cui avremo contatto (pazienti e collaboratori) siano “Covid-free”. Quindi dobbiamo sforzarci per lavorare riducendo al minimo le possibilità di contrarre e diffondere l’infezione. Nonostante le misure di screening cui verranno sottoposti (triage), tutti i pazienti dovranno comunque essere considerati come potenzialmente infetti e, per questa ragione, sarà necessario applicare scrupolosamente le indicazioni che seguono. Ci auguriamo che il rispetto delle norme descritte in questa guida sintetica possa contribuire concretamente a contenere l’epidemia.

  1. B. Questi suggerimenti devono essere intesi come pura integrazione ai protocolli del DVR e a tutto ciò che è già in essere per la prevenzione degli incidenti e delle complicanze nel corso della nostra attività. Quindi il cosiddetto “rischio biologico” di base, come già descritto nel DVR, resta immutato, ivi compreso il pericolo, ad esempio, delle punture accidentali per quanto concerne HIV, epatite B e C, per la prevenzione delle quali sono già in atto precise disposizioni. È però necessario integrare nei protocolli anche il rischio relativo al nuovo potenziale pericolo di infettarsi con il Covid-19, descrivendo le precauzioni da adottare per evitarlo, che verranno annoverate nel presente testo. Il nuovo virus si trasmette per via aerea ed è quindi opportuno estendere anche al personale amministrativo, di front office e ai pazienti le informazioni sui DPI e su come indossarli, nonché le direttive su come comportarsi.

Le precauzioni descritte in queste linee-guida, che raccomandiamo a collaboratori e pazienti di seguire scrupolosamente, derivano dalle normative dettate dal Governo e dalla Regione, nonché dalla letteratura scientifica ad oggi disponibile e dall’esperienza e conoscenza pratica degli autori.

Dividiamo la nostra attività nelle due branche principali di MEDICINA ESTETICA e di CHIRURGIA ESTETICA.

Le due componenti della nostra attività hanno in comune il momento della visita di consulenza, che includeremo nella parte dedicata alla Medicina Estetica

In allegato:

  • Questionario di auto-anamnesi
  • Consenso informato specifico per il periodo Pandemia Covid-19, che il/la paziente deve scaricare dal sito web della struttura o farsi inviare dalla segreteria, stampare, leggere attentamente e consegnare compilato e firmato alla receptionist all’arrivo.
  • Modulo di informazioni specifiche concernenti le operazioni chirurgiche da effettuarsi nel periodo della Pandemia Covid-19, non appena le Autorità avranno concesso l’autorizzazione. Il paziente deve scaricare questo modulo dal sito web della struttura o farselo inviare dalla segreteria, stamparlo, leggerlo attentamente e consegnarlo compilato e firmato alla receptionist all’arrivo.
  • Modulo da esporre all’ingresso degli ambulatori

 

GLOSSARIO FONDAMENTALE

DVR  Documento di Valutazione dei Rischi

DPI  Dispositivi di Protezione Individuale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEDICINA ESTETICA

Si dovranno imporre limitazioni al numero di prestazioni giornaliere per ottemperare alle prescrizioni di sicurezza. Infatti le sale di attesa potranno ospitare un numero di pazienti proporzionale alle dimensioni (nel nostro caso non più di 2 persone contemporaneamente) e fra una prestazione e l’altra sarà necessario disporre del tempo necessario per una disinfezione/sanificazione accurata degli ambulatori. Ad esempio, se la prestazione avrà una durata media di 20 minuti, occorreranno almeno 7 minuti per la sanificazione e altri 3 minuti per ricambiare l’aria aprendo le finestre. Di conseguenza il tempo totale da dedicare ad ogni prestazione (visite di consulenza, trattamenti infiltrativi, piccoli interventi, ecc.) sarà di almeno ½ ora.

Dobbiamo ricordare che il rischio biologico specifico del Covid-19 è trasversale: il virus può infatti diffondersi in qualsiasi ambiente. Esso può essere introdotto nella struttura dai pazienti, ma anche dai sanitari (medici, infermiere e personale ausiliario) e dagli amministrativi che ci lavorano. Di conseguenza non solo i pazienti, ma anche i collaboratori devono attenersi alle misure che verranno descritte, fermo restando il rispetto dei consueti requisiti di comportamento elencati nel DVR e negli appositi protocolli.

La diffusione del Covid-19, virus risultato estremamente contagioso, può essere facilitata dalla mancanza di rispetto delle norme che stiamo elencando, che quindi devono essere seguite con grande cura.

 

DPI PER L’AMBULATORIO DI MEDICINA ESTETICA

Segretarie/i Dovranno lavorare indossando uniformi pulite, una mascherina chirurgica e guanti monouso non sterili. Anche nei locali amministrativi dovrà essere garantita in ogni momento la distanza di sicurezza da ogni altra persona di almeno 1,5 m.

Personale sanitario (Medici e infermieri) I collaboratori devono sottostare alla routine cui vengono sottoposti i pazienti. È necessario inoltre che indossino sempre mascherine FFP2, occhiali, calzature dedicate e una divisa, sopra alla quale, a seconda delle prestazioni erogate, può essere necessario porre anche un camice monouso (in caso, ad esempio, di piccoli interventi chirurgici ambulatoriali o di iniezioni di “filler” e tossina botulinica nel viso). In alternativa al camice monouso supplementare può essere adeguato procedere alla accurata disinfezione degli indumenti dopo ogni prestazione. Nel caso si debba erogare una prestazione di Medicina Estetica o effettuare un piccolo intervento, è necessario che medico ed infermiera  indossino anche una visiera in plastica trasparente sia per proteggere se stessi e il paziente, che per evitare di contaminare con liquidi corporei la mascherina FFP2. All’infermiera compete la pulizia e la sanificazione degli studi alla dimissione di ogni paziente, che dovrà essere estremamente accurata.

Le mascherine FFP2 possono essere lavate e sterilizzate in autoclave.

Occorre ricordarsi di scrivere sempre il proprio nome sulla mascherina in uso.

Il rischio biologico specifico Covid per il personale sanitario che faccia attento uso dei DPI e segua le norme qui elencate, può essere considerato medio.

 

Personale addetto alle pulizie.  Gli incaricati di eseguire pulizie e sanificazione devono essere informati dei rischi connessi con l’infezione da Covid e devono essere istruiti su come eseguire una corretta disinfezione. Dovranno utilizzare i disinfettanti in uso, efficaci contro il Covid, con particolare attenzione a tutte le superfici con le quali potrebbero essere venuti a contatto i frequentatori della Struttura (maniglie, braccioli, computer, telefoni, tastiere, ecc). Oltre alle consuete pulizie e sanificazioni/disinfezioni serali, ad ogni dimissione del paziente dovrà seguire un’ attenta pulizia e sanificazione degli ambienti.  Alle infermiere competeranno gli studi medici, all’ausiliaria i locali accessori (sala d’attesa, bagni, corridoi, ecc.)

Il rischio biologico specifico Covid per il personale addetto alle pulizie e alla sanificazione, che faccia attento uso dei DPI e segua le norme qui elencate, può essere considerato basso.

 

Pazienti È indispensabile che durante tutta la permanenza nella struttura ogni paziente mantenga sul viso una mascherina chirurgica indossata appropriatamente. Deve inoltre essere sempre munito di guanti e, nel caso venga sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico, deve seguire le istruzioni del personale sanitario e, se richiesto, indossare un camice idoneo, fornito dalla struttura. Le Società di Medicina Estetica hanno ritenuto che l’uso di sovrascarpe non sia necessario nel nostro tipo di struttura; pertanto anche noi adottiamo il criterio suggerito e non consigliamo di ricorrere a tale presidio.

Il rischio biologico specifico Covid per i pazienti, che facciano attento uso dei DPI e seguano le norme qui elencate, può essere considerato medio.

 

 

SEQUENZA DELLE DIVERSE FASI NELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA

CONTATTO TELEFONICO (o via Skype, WhatsApp, ecc) Il paziente sarà preventivamente informato delle misure di sicurezza che verranno prese e del percorso cui dovrà adattarsi. La segretaria lo sottoporrà ad un breve questionario preliminare (corrispondente a quello che poi il paziente dovrà sottoscrivere), che permetterà di eseguire già una prima selezione, posticipando l’appuntamento di chi non risulta essere in condizioni idonee. Gli sarà poi richiesto di scaricare dal sito della clinica o dell’ambulatorio e di stampare il modulo di informazioni, che comprenderà anche la stessa “auto-anamnesi” già raccolta oralmente e un consenso informato specifico. Tali moduli dovranno essere compilati e firmati. A richiesta la suddetta modulistica potrà anche essere inviata dalla segretaria per mail.  Questa documentazione dovrà essere firmata e consegnata all’infermiera, che provvederà dapprima a farla visionare al medico e successivamente ad archiviarla. Segue, in coda a questa guida, un fac-simile del questionario, delle informazioni (che verranno anche affisse fuori dalla porta di ingresso della struttura) e del consenso specifico.

 

SALA D’ATTESA Non abbiamo al momento informazioni specifiche, ma riteniamo, riferendoci ai requisiti per altri tipi di attività, che in una sala d’attesa di medie dimensioni (16-20 mq) non potranno sostare contemporaneamente più di due persone alla volta, munite dei prescritti DPI. Ciò significa che non sarà possibile che i pazienti vengano accompagnati da altre persone che, eventualmente, dovranno invece attendere all’esterno o, meglio, in auto. Solo in caso di provata necessità (minori, disabili, ecc.) sarà permesso ad un accompagnatore di entrare con il paziente, ma anch’egli dovrà essere sottoposto al triage verbale e scritto e dovrà indossare gli stessi DPI del paziente. Nella sala d’attesa sarà richiesto ai pazienti di sedere nelle postazioni indicate da appositi cartellini, in modo da mantenere la distanza di sicurezza.

 

ACCOGLIENZA All’ingresso il paziente dovrà depositare gli effetti personali (giacca, borsa, cellulare, ecc.) in un sacco in plastica (preparato in un apposito contenitore), che porterà con sé. Poi rimuoverà la mascherina che indossava all’esterno, si cospargerà le mani con l’apposito disinfettante e sostituirà la mascherina con una nuova fornita dalla clinica. Dopo di che dovrà indossare i guanti monouso ed entrare con il sacco contenente gli effetti personali.  Non appena varcata la soglia della sala d’attesa, l’infermiera responsabile gli misurerà la temperatura con un termometro digitale (termoscanner), in grado di elaborare il dato senza contatto. Solo se lo riterrà opportuno, gli controllerà anche la saturazione del sangue. Poi ritirerà i moduli compilati dal paziente e li consegnerà al medico. Gli stessi moduli verranno vidimati dal medico e archiviati.

 

TOILETTE È indispensabile che un bagno sia riservato esclusivamente ai pazienti. Dopo ogni utilizzo il personale deve provvedere con discrezione alla sua disinfezione. Allo scopo sarà necessario che lavandino, WC e superfici adiacenti siano passati con un panno imbevuto di adeguato detergente/disinfettante (per il bagno è preferibile Ipoclorito di Sodio 0,5 %) e che infine venga spruzzato nell’ambiente uno spray germicida.

 

NELLO STUDIO MEDICO Una volta verificato che i moduli siano stati adeguatamente compilati, il paziente verrà accompagnato nello studio, dove il medico, indossando sempre appropriati DPI, erogherà la sua prestazione. Nel caso questa sia limitata ad una visita, sarà sufficiente che il paziente continui a mantenere i guanti e la mascherina. Quest’ultima, però, potrà, se necessario, essere temporaneamente rimossa qualora servisse procedere, ad esempio, ad un’accurata osservazione della zona facciale e/o cervicale. Se invece fosse necessario eseguire un trattamento di Medicina Estetica al viso, il paziente dovrà rimuovere la mascherina, mentre il medico indosserà anche una visiera in plastica trasparente, oltre alla mascherina FFP2, agli occhiali, ai guanti e ad un camice monouso, se lo riterrà necessario. La visiera trasparente in plexiglas ha la funzione di evitare che goccioline di saliva o di muco possano diffondersi dal paziente ai sanitari (e viceversa) in occasione di sternuti o colpi di tosse. Nel caso dovesse essere eseguita una piccola operazione chirurgica ambulatoriale, verrà richiesto anche al paziente di indossare un camice monouso, che verrà aperto nella zona d’intervento. Terminata la prestazione, il paziente verrà riaccompagnato dall’infermiera in sala d’attesa e poi dimesso. Ideale sarebbe disporre, come nel nostro caso, di due sale d’attesa: una per l’accoglienza e l’altra per la dimissione. In mancanza della seconda sala d’attesa sarà necessario che comunque vengano sempre rispettate le distanze di sicurezza.

 

LAVAGGIO MANI Il personale della struttura è invitato a lavarsi frequentemente le mani. Il lavaggio prevede dapprima un’accurata detersione per almeno 30 secondi con acqua e sapone, poi l’asciugatura con asciugamani di carta assorbente monouso ed infine l’applicazione di apposito gel disinfettante. Una volta evaporato il gel, sarà possibile rimettere i guanti.

 

DISINFEZIONE/SANIFICAZIONE AMBIENTI I locali di lavoro verranno puliti e disinfettati varie volte al giorno. In particolare gli studi medici saranno puliti e disinfettati accuratamente dall’infermiera dopo che ogni paziente è stato dimesso. A tale scopo verrà utilizzato un panno monouso e un disinfettante efficace a base di Ipoclorito di Sodio (0,1/0,5 %) o di Alcol al 70% (più adatto a superfici delicate) oppure di una soluzione disinfettante alternativa di efficacia certificata. Se la carta del lettino ha avuto contatto con liquidi organici (goccioline emesse con uno sternuto o un colpo di tosse, sangue, ecc. ) va smaltita nei rifiuti speciali. Il bagno dei pazienti sarà sanificato ad ogni utilizzo e la sala d’attesa ad ogni cambio di paziente.     E’ necessario dare al disinfettante il tempo di agire (alcuni minuti) prima di consentire l’accesso al locale sanificato ad un’altra persona. Quando il personale utilizza i prodotti per la sanificazione deve indossare guanti, mascherina ed occhiali. Il materiale usato per la sanificazione (panni e spugne intrisi di disinfettante, ecc.) può essere smaltito con i rifiuti urbani ordinari.

 

 

CHIRURGIA ESTETICA

La chirurgia estetica sarà ripresa non appena le Autorità l’autorizzeranno, insieme alle altre operazioni “di elezione”. Un intervento su una persona sana comporta gli stessi rischi di prima della Pandemia. La difficoltà nasce dalla necessità di individuare ed evitare di operare le persone che, pur essendo state infettate dal virus, non manifestano sintomi. Oltre ad eseguire tutte le consuete ed opportune verifiche pre-operatorie (controllo clinico, ECG, esami del sangue, RX torace, ecc), per poter essere sottoposti ad una vera e propria operazione chirurgica ed evitare gravi complicanze, sarà quindi necessario verificare di non avere in corso un’infezione da Covid-19. A tale scopo occorrerà essere sottoposti ad ulteriori esami. Sarà importante dapprima un’accurata anamnesi, riferendosi ad un preciso questionario come quello allegato al termine di questo vademecum. Ovviamente sarà indispensabile sapere se il paziente ha manifestato anche il più piccolo segno dell’infezione, così come occorrerà valutare attentamente le sue frequentazioni (persone che hanno avuto la malattia, viaggi in Paesi dove la malattia era endemica, ecc.). Poi sarà necessario che il candidato all’intervento venga sottoposto ad ulteriori esami strumentali. Oltre ad eventuali ulteriori esami dell’apparato respiratorio (TAC  o ecografia del torace), in questo momento esistono due tipi di test fondamentali per determinare con una discreta precisione se una persona è affetta da Covid-19: la ricerca dell’antigene virale mediante prelievo con tampone di muco dall’area oro-faringea (gola e naso) e la ricerca degli anticorpi prodotti in seguito all’infezione, in particolare le IgM e le IgG. Il problema, tuttora non completamente risolto, è che esistono falsi negativi e falsi positivi con entrambi i tipi di ricerca e che bisogna considerare anche i cosiddetti “periodi-finestra” in cui il paziente è già stato contagiato dal virus, ma i suoi marcatori non sono ancora evidenti. Esiste infatti un periodo d’incubazione del virus, che si stima fra i 7 e i 12 giorni. Il test per la ricerca del virus, il cosiddetto “tampone”, è chiamato RT-qPCR o semplicemente PCR (sostanzialmente serve ad identificare la presenza dell’RNA virale), mentre per la ricerca degli anticorpi esiste l’opzione di un prelievo e un esame in laboratorio oppure un “rapid test” che può dare il suo responso in pochi minuti, reagendo con la goccia di sangue ottenuta con una punturina sul polpastrello di un dito. Purtroppo nessuno di questi test è sufficientemente preciso e affidabile, ma per avere una discreta certezza che il paziente da operare non sia infetto, oltre all’accurata anamnesi, bisogna disporre di almeno un tampone (PCR) negativo. Se, viceversa il tampone fosse positivo, si deve assolutamente evitare qualsiasi intervento di chirurgia estetica. Se il paziente stesse sviluppando la malattia, il suo corpo dovrebbe combattere su due fronti: da un lato la malattia e dall’altro il recupero dal trauma dell’intervento. E questo doppio impegno potrebbe essere responsabile di gravi complicanze.

ESAMI PRE-OPERATORI Considerata la Pandemia che si sta attraversando, 2 settimane prima dell’intervento il paziente, oltre che ai consueti esami pre-operatori specifici, dovrà sottoporsi ad altri esami del sangue per valutare un eventuale stato infiammatorio o di danno tissutale: PCR, D Dimero, Fibrinogeno, Ferritina, LDH. In ogni caso i soggetti che manifestano sintomi che potrebbero far pensare anche minimamente all’infezione da Covid-19 non potranno essere operati. Ma il test più importante in questo frangente resta il tampone per ricercare la presenza del virus. Nei soggetti asintomatici il tampone va effettuato 24, massimo 48 ore prima dell’intervento (in modo da disporre in tempo utile del risultato), dopo di che il paziente deve restare in completo isolamento fino al suo ingresso in sala operatoria. Se i testi ematici elencati precedentemente risultassero alterati, sarà immediatamente10 giorni prima richiesto un primo tampone. Procedendo in questa maniera, se il tampone è negativo, si riduce la possibilità che il paziente si infetti dopo averlo fatto. Poi si può anche fare un esame per la ricerca degli anticorpi, ma se il tampone risulta positivo, l’intervento deve essere comunque rimandato.

Per riassumere sinteticamente il significato dei due tipi di esame specifico (tampone per l’antigene e sierologici/rapid test per gli anticorpi) occorre ricordare che nella prima settimana dopo aver contratto l’infezione, corrispondente più o meno alla fase di incubazione, in cui spesso non sono ancora comparsi sintomi, il paziente non ha generalmente nel sangue anticorpi individuabili con i test sierologici.                      In questa primissima fase, però, il tampone può rivelare la presenza del virus (spesso già dopo solo 2 giorni dall’instaurarsi dell’infezione) e nella maggior parte dei casi rimane positivo per almeno un mese da quando si contrae il Covid-19. Poi dalla seconda settimana, che di solito corrisponde anche alla comparsa dei sintomi (ammesso che questi si manifestino), si possono rintracciare nel sangue gli anticorpi IgM, che indicano quindi un’infezione recente (in fase acuta) e rimangono individuabili dal test sierologico per circa 2-3 settimane (a volte anche per un periodo più breve), quindi fino a circa 3-4 settimane dal’inizio del contagio; dalla terza settimana iniziano a comparire anche gli anticorpi IgG, che possono essere rintracciabili anche per mesi dopo l’infezione. Purtroppo non si sa ancora se questi anticorpi IgG siano in grado di assicurare una protezione duratura contro nuove infezioni. Riassumendo, la sola ricerca degli anticorpi non permette di distinguere un paziente infetto da uno non infetto per due ragioni principali. Prima di tutto per la possibilità di falsi positivi e soprattutto di falsi negativi, che pare attestarsi intorno al 10-15% dei casi. Poi perché, come abbiamo segnalato, durante la prima settimana dall’infezione in genere non sono presenti anticorpi in numero sufficiente da essere individuati con gli esami. Quindi il paziente potrebbe aver contratto la malattia, ma non aver ancora sviluppato IgM in quantità sufficiente da essere rintracciate nel suo sangue. Dunque per ora il solo esame in grado di offrire un dato relativamente preciso in un determinato momento della situazione reale del paziente nei confronti del Covid resta il tampone, che comunque non è in grado di offrire certezze assolute. Ma unendo anamnesi, esami del sangue, eventuali controlli al torace con il tampone e, se è il caso, con i sierologici, si può concludere di poter escludere con una discreta certezza l’infezione, cosa fondamentale prima di un intervento chirurgico.

In questo delicato periodo è preferibile evitare di eseguire operazioni complesse e di lunga durata (> 3 ore e mezza), perché non è possibile avere la certezza di intercettare tutti coloro che si sono infettati con il Covid ed inoltre il paziente potrebbe ammalarsi anche dopo essere stato operato, andando così incontro a possibili gravi problemi. Inoltre non si opereranno persone non perfettamente sane (ASA 1 = OK, ASA 2 da verificare caso per caso, no ASA > 2). Per quanto riguarda l’età, si è deciso di limitare la Chirurgia Estetica ai pazienti sotto ai 65 anni, con estensione eccezionalmente fino a 70 anni, ma solo se in ottime condizioni di salute e non in terapia farmacologica. Occorre esercitare la massima prudenza con interventi al naso e alle labbra, poiché la zona oro-naso-faringea è proprio quella dove si può trovare la maggior concentrazione virale. Quando possibile, inoltre, si preferirà eseguire gli interventi di chirurgia estetica in anestesia locale o loco-regionale, con o senza sedazione. Prima di essere accompagnato nella sala operatoria, il paziente deve tassativamente consegnare la documentazione informativa, insieme ai consensi e al questionario, tutti debitamente firmati.

 

SALA OPERATORIA Tutto il personale presente in sala operatoria deve indossare una mascherina FFP2, occhiali e guanti ed eventualmente la visiera con lo schermo in plexiglas (obbligatoria per interventi a naso e labbra), oltre al normale abbigliamento del blocco chirurgico. Particolari accorgimenti dovranno essere adottati per eventuali interventi chirurgici nell’area naso-labiale, dove la concentrazione virale pare essere più elevata, con l’ulteriore rischio che il Covid venga diffuso attraverso la nebulizzazione dei fluidi con il respiro, la tosse e le stesse manovre chirurgiche e anestesiologiche. Se si deve operare in questo distretto (bocca/naso) è obbligatorio per tutto il personale sanitario ricorrere, oltre ai consueti DPI, anche alla visiera con schermo in plexiglas, che verrà possibilmente sigillata alla periferia con pellicola adesiva tipo Steri-drape. Il numero di pazienti operati per seduta dovrà essere opportunamente ridotto, in modo da poter effettuare una sanificazione/disinfezione rigorosa ed efficace fra un intervento e l’altro.

 

ANESTESIA Se possibile, si preferirà praticare l’intervento in anestesia locale, eventualmente con sedazione endo-venosa. Se invece fosse necessaria l’anestesia generale, sarà opportuno ricorrere alle seguenti ulteriori precauzioni. Per ridurre le secrezioni l’anestesista potrà utilizzare farmaci anticolinergici, quali l’atropina o il glicopirrolato. Al momento dell’eventuale intubazione e dell’estubazione, o dell’applicazione della maschera laringea,  in sala dovrà restare insieme alla nurse, solo l’anestesista, che farà in modo di limitare al minimo possibile per il paziente colpi di tosse, nausea e vomito. Non è certo se sia preferibile utilizzare il tubo endo-tracheale piuttosto che la maschera laringea. Quest’ultima tende a provocare meno dispersione di aerosol al momento della sua applicazione e rimozione. L’intubazione permette però di ottenere un circuito più “chiuso” sigillando con la cuffia la trachea. Nel nostro caso i chirurghi infiltrano sempre il campo operatorio con anestesia locale riducendo quindi il bisogno di un’anestesia generale molto profonda. Quindi la scelta della tecnica anestesiologica da applicare ad ogni specifico paziente spetta allo specialista in anestesiologia. I nostri respiratori sono dotati di avanzati filtri capaci di bloccare ogni microrganismo, così che non esiste la possibilità di contaminare le apparecchiature neppure nel caso che un paziente sottoposto a chirurgia fosse sfuggito allo screening seppur contaminato. Inoltre le sale operatorie hanno filtri assoluti (sostituiti regolarmente) nell’impianto di climatizzazione che consente 12 ricambi completi /ora. Come sempre sono inoltre in funzione sistemi di sterilizzazione dell’aria-ambiente della azienda Golmar, debitamente certificati, cui sono stati aggiunti ulteriori trattamenti a base di UVC e ozono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato 1. Questionario che il paziente deve scaricare dal sito Internet della Clinica o richiedere in segreteria per mail/WhatsApp, stampare, compilare accuratamente e firmare

 

 

NOME……………………………… COGNOME……………………………. DATA DI NASCITA………………………………………

 

Domande cui rispondere con precisione e sincerità SI NO
È sottoposto a regime di quarantena e non l’ha ancora terminata?    
Ha la febbre (oltre 37.5°) o l’ha avuta nelle due ultime settimane?    
Ha sintomi di un’infezione respiratoria (tosse, naso che cola, mal di gola, fatica a respirare)?    
Ha dolore quando respira?    
Ha diarrea o dolori addominali?    
Ha notato perdita del gusto e/o dell’olfatto?    
Ha dolori muscolari/articolari    
Ha avuto arrossamenti e gonfiori inusuali, in particolare ai piedi o alle mani?    
Ha insolita stanchezza?    
Ha avuto contatti con un paziente affetto o a rischio di SARS-Cov-2 (Coronavirus)?    
Ha viaggiato o soggiornato in una zona “rossa” (ad alta incidenza di SARS-Cov-2)?    

 

Sono consapevole che la compilazione di questo questionario fa parte delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19.

Confermo quindi di averlo compilato personalmente e che le mie risposte sono assolutamente veritiere.

                                                                                                  

In fede………………………………………………

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato 2. Consenso informato Covid-19

VILLA BELLA CLINIC

CONSENSO INFORMATO SPECIFICO PER I RISCHI CONNESSI CON IL CORONAVIRUS COVID-19 (SARS-CoV-2)                                          (ad integrazione del Consenso al Trattamento o Intervento Chirurgico cui desidero sottopormi)

Io sottoscritto/a……………………………………………………………………richiedo volontariamente di essere sottoposto/a al Trattamento/Intervento di…………………………………………………………………………………………………da effettuarsi in data……………………………, di cui conosco le possibili complicanze, nonostante sia consapevole che in questo periodo è diffusa la Pandemia da Covid-19, che potrebbe comportare ulteriori rischi.

Dichiaro quindi di essere stato/a adeguatamente informato/a dei seguenti rischi, che vanno ad aggiungersi a quelli elencati nel consenso per il Trattamento/Intervento Chirurgico da me richiesto.

  • Nonostante le attente precauzioni con cui il personale sanitario di Villa Bella Clinic tratta in tutti i dettagli il percorso che ogni paziente deve seguire in questo delicato periodo, purtroppo è comunque sempre possibile infettarsi di Covid-19. Questo virus, infatti, si diffonde per via aerea e quindi, nonostante si faccia ricorso ai più adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), può comunque riuscire a contagiare in ogni momento. Non si può escludere, ad esempio, che le persone con cui si entra in contatto possano essere portatori asintomatici, che in tal caso sarebbero in grado di diffondere involontariamente la malattia, pur non manifestandone i segni caratteristici. Persino chi è stato sottoposto all’esame con il tampone e/o con il prelievo con esito negativo non è certo che sia esente dalla malattia, poiché esistono i cosiddetti periodi-finestra, nei quali non si riesce ad intercettare la presenza del virus, oppure perché potrebbe essersi infettato dopo aver eseguito i test. In questo momento quindi, seppure ci siano chiari segnali di una tendenza alla riduzione sia del numero dei contagiati che della virulenza del Covid-19, non si può escludere che ogni persona possa comunque infettarsi e manifestare sintomi che, come è noto a tutti, possono variare da lievi a gravissimi.

 

In base alle suddette considerazioni rendo quindi Villa Bella Clinic e il personale sanitario che qui svolge le sue mansioni, esente da ogni responsabilità riguardo il manifestarsi di questa malattia, contro il diffondersi della quale stanno comunque prendendo ogni possibile precauzione.

 

  • La positività al Covid-19 potrebbe comportare, specie dopo un intervento chirurgico, complicanze più frequenti e più gravi rispetto a quelle possibili specificamente a causa della procedura stessa. Quindi dopo un attento “triage”, al minimo dubbio il medico suggerirà di posporre la procedura richiesta dal paziente. In ogni caso, per quanto riguarda gli interventi chirurgici, è indispensabile mettere in atto una serie di precauzioni (test specifici, isolamento preventivo, ecc.) di cui il paziente verrà informato a tempo debito (si vedano le istruzioni specifiche). Ogni paziente sarà considerato come potenzialmente infetto, salvo esito negativo di tutti gli esami strumentali e clinici cui verrà sottoposto. Però occorre ancora sottolineare che, nonostante lo screening e le manovre di profilassi attentissime e aggiornate che verranno adottate per tutte le persone che si rivolgono alle cure dei medici di Villa Bella Clinic, non sarà possibile garantire di intercettare ogni persona contagiata. Di conseguenza, se la malattia si manifestasse nel decorso post-operatorio, potrebbe causare complicanze anche molto severe, sino alla morte in casi eccezionali.

In conclusione dichiaro quindi che mi è stato ben spiegato e quindi di essere perfettamente consapevole che un trattamento o, soprattutto, un intervento chirurgico eseguito in questo frangente comporta rischi aumentati di complicanze come è stato sopra dettagliato, che potrebbero rendere necessaria la mia ospedalizzazione con ulteriori terapie, anche molto impegnative, sino al ricovero in terapia intensiva.

In fede

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Allegato 3. Modulo informativo per i pazienti che desiderano essere sottoposti ad un intervento chirurgico.

Come sempre, desideriamo effettuare ogni intervento nelle condizioni di massima sicurezza e per tale ragione riteniamo opportuno che il paziente che deve essere operato abbia informazioni precise riguardo la situazione particolare che tutti stiamo vivendo e che segua scrupolosamente un percorso che permetta di ridurre al minimo i rischi.

Ogni intervento chirurgico comporta la possibilità di incorrere in complicanze, che vengono spiegate dettagliatamente ad ogni paziente dal medico che la/lo opererà. Come tutti sappiamo molto bene, in questo particolare periodo di Pandemia è possibile incorrere nell’infezione da Covid-19, che potrebbe aggravare le eventuali complicanze post-operatorie. Purtroppo però, anche se una persona non manifesta alcun sintomo di questa malattia, non si può escludere categoricamente che non ne sia affetta perché la carica virale potrebbe non essere ancora rintracciabile dai test specifici, in particolare da quelli per la ricerca degli anticorpi.  Questa situazione si verifica tipicamente nel periodo di incubazione della malattia, nei primi 8-10 giorni dopo che è avvenuta l’infezione (periodo-finestra), quando gli anticorpi non si sono ancora formati in quantità rilevabile dall’esame del sangue. In questi primi giorni dopo l’infezione il solo esame in grado di confermare la presenza del virus, seppure non ancora con precisione assoluta, è il tampone nasofaringeo. Invece, i test sierologici e i cosiddetti “rapid-test” svelano se si sono sviluppati gli anticorpi: gli IgM, che compaiono circa una settimana dopo l’infezione e che se ne vanno nel giro di un mesetto, e gli IgG, che si sviluppano entro una ventina di giorni dall’infezione e possono indicarci che siamo nella fase di guarigione. Ma allo stato attuale delle conoscenze scientifiche in caso di positività dei test anticorpali, per esprimere una diagnosi sicura è comunque necessario sottoporsi anche al tampone e restare nel frattempo in isolamento. In ogni caso, per ragioni di sicurezza l’isolamento per almeno 15 giorni è obbligatorio prima di ogni eventuale operazione. In particolare è importante limitare con ogni mezzo il rischio di infettarsi dopo essere stati sottoposti ai test, che altrimenti perderebbero ovviamente il loro valore.

Il decorso post- operatorio di un paziente affetto dal Covid-19 potrebbe rivelarsi molto più complesso del normale, sino a giungere, in casi particolari a situazioni di gravità estrema. Per ridurre al minimo le possibilità di operare persone asintomatiche, ma raggiunte dall’infezione, ogni paziente verrà considerato positivo fino a che un rigoroso screening non avrà permesso di escludere quasi completamente l’infezione.  Gli step cui dovrà essere sottoposto sono i seguenti:

  • Circa 2 settimane prima dell’intervento è necessario sottoporsi agli esami del sangue suggeriti dal chirurgo, ai quali andranno aggiunti per l’occasione alcuni altri test per valutare un eventuale stato infiammatorio o di danno tissutale: PCR, D Dimero, Fibrinogeno, Ferritina, LDH. Per tempo, seguendo le disposizioni suggerite dal medico al momento della visita, bisognerà anche effettuare un elettrocardiogramma e una radiografia o, se richiesto, una TAC del torace. Inoltre potrebbe essere opportuno, sempre su consiglio del medico, eseguire altri esami specifici come mammografia e/o ecografia per interventi alle mammelle, TAC cranio per interventi al naso, ecc.

 

  • Nello stesso momento (circa 2 settimane prima del previsto intervento) si dovrà contattare la segreteria della clinica per essere sottoposti ad un questionario, che successivamente dovrà essere riconfermato per iscritto. Al minimo dubbio sarà necessario posporre l’operazione. Sarà inoltre opportuno continuare ad evitare i contatti sociali mantenendo la distanza di almeno 1 m da ogni altra persona e indossando sempre la mascherina.

 

 

  • 24 o al massimo 48 ore prima dell’operazione bisognerà effettuare il tampone naso-faringeo per la ricerca dell’antigene. Dopo il tampone sarà indispensabile non aver contatto con altre persone sino al momento dell’ingresso in sala operatoria. Sarà anche necessario scaricare dal sito della clinica o farsi inviare dalla segreteria il questionario cui si era precedentemente risposto al telefono, stamparlo insieme a queste informazioni e al modulo di consenso specifico per operazioni durante il periodo della Pandemia, leggere, compilare e firmare ogni foglio per presa visione ed infine consegnare tutto all’infermiera al momento del ricovero in clinica.

 

  • Il giorno dell’intervento, all’ingresso della clinica il paziente dovrà depositare gli effetti personali (giacca, borsa, cellulare, ecc.) in un sacco in plastica (preparato in un apposito contenitore), che porterà con sé. Poi rimuoverà la mascherina che indossava all’esterno, si cospargerà le mani con l’apposito disinfettante e sostituirà la mascherina con una nuova fornita dalla clinica. Dopo di che dovrà indossare i guanti monouso ed entrare con il sacco contenente gli effetti personali. Non appena varcata la soglia della sala d’attesa, l’infermiera responsabile gli misurerà la temperatura con un termometro digitale (termoscanner), in grado di elaborare il dato senza contatto. Solo se lo riterrà opportuno, gli controllerà anche la saturazione del sangue. Poi ritirerà i moduli compilati dal paziente e li consegnerà al medico. Gli stessi moduli verranno vidimati dal medico e archiviati. L’infermiera accompagnerà il/la paziente dai medici (chirurgo e anestesista) che procederanno con il controllo pre-operatorio, gli eventuali disegni specifici e le verifiche finali della documentazione. Infine sarà assegnata la stanza di degenza per poi effettuare l’intervento previsto.

 

 

Firma per presa visione……………………………………………..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allegato 4. Modulo da affiggere all’ingresso della Clinica

 

VILLA BELLA CLINIC

 

Nella nostra struttura vengono adottati i più efficaci procedimenti per limitare la diffusione del Covid-19 (SARS-CoV-2), ai quali si devono rigorosamente attenere sia i pazienti, che il personale.

Accesso consentito ad una persona per volta solo su appuntamento, se munita di mascherina e guanti.

È obbligatorio per tutti rispettare il seguente percorso:

  • Depositare gli effetti personali (giacca, borsa, cellulare, ecc.) nel sacco in plastica fornito dalla struttura, che poi si porterà con sé.
  • Rimuovere la mascherina che si indossava all’esterno, cospargersi le mani con l’apposito disinfettante e sostituire la mascherina con una nuova fornita dalla clinica.
  • Indossare i guanti monouso forniti dalla clinica.
  • Varcata la soglia l’infermiera misurerà la temperatura e, se necessario, la saturazione dell’ossigeno.
  • I pazienti dovranno consegnare i moduli di auto-anamnesi e di consenso, compilati e firmati e attendere istruzioni. Nella sala d’attesa non potranno sostare più di due persone alla volta.
  • Mantenere sempre la distanza minima di 1 m dalle altre persone.
  • Il personale della Clinica, dopo aver seguito le istruzioni sopra descritte, potrà procedere verso lo spogliatoio.

Ci scusiamo per le misure richieste, ma riteniamo siano indispensabili ad evitare la diffusione del contagio.

La Direzione

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